Mattarella, Ustica, Bologna: l’anno che cambiò l’Italia

Miguel Gotor chiude la prima edizione di “Ché Storia” con un’indagine sui legami tra mafia, neofascismo e poteri occulti nell’Italia del 1980

Si conclude con uno degli storici italiani più autorevoli nel campo della storia politica e civile del Novecento la prima edizione di “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”, la rassegna promossa dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia per approfondire, attraverso libri e incontri con gli autori, alcuni dei temi più significativi della storia contemporanea.

L’ultimo appuntamento è in programma venerdì 12 giugno alle ore 18.30, nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione dei Monti Uniti, in via Arpi 152 a Foggia. Ospite della serata sarà Miguel Gotor, docente all’Università di Roma “Tor Vergata”, storico e già senatore della Repubblica, che presenterà il volume “L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna. 1979-1980” (Einaudi, 2025). A moderare l’incontro sarà il giornalista Giovanni Dello Iacovo.

Il libro prende avvio dall’assassinio del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio 1980 e considerato l’erede politico di Aldo Moro. A oltre quarant’anni da quel delitto, restano noti i mandanti mafiosi, mentre gli esecutori materiali non sono stati ancora individuati e un’inchiesta è tuttora aperta per fare piena luce sulla vicenda.

Attraverso una rigorosa ricostruzione storica, Gotor conduce il lettore dentro uno dei periodi più complessi e controversi della storia repubblicana, soffermandosi sui rapporti tra neofascismo, massoneria occulta, mafia e apparati deviati dello Stato. L’indagine si estende inoltre ai legami tra l’omicidio Mattarella e due eventi che segnarono profondamente il 1980 italiano, la strage di Ustica e quella della stazione di Bologna, collocando questi avvenimenti nel quadro delle tensioni internazionali legate alla Guerra Fredda e all’installazione dei missili Cruise in Sicilia.

Considerato tra i maggiori studiosi delle carte di Aldo Moro, Miguel Gotor ha firmato opere fondamentali per la comprensione della storia politica italiana del secondo Novecento ed è stato componente e relatore della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte dello statista democristiano. Tra i suoi lavori più noti figurano “Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano” e “Generazione Settanta. Storia del decennio più lungo del secolo breve 1966-1982”.

L’incontro rappresenta il momento conclusivo di una rassegna che, nel corso dei mesi, ha portato a Foggia alcuni tra i più autorevoli studiosi e divulgatori italiani, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento e confronto su vicende, protagonisti e nodi irrisolti della storia contemporanea.

«Con questo incontro – dichiara in una nota stampa il presidente della Fondazione dei Monti Uniti, Filippo Santigliano – si conclude una prima edizione di “Ché Storia” che ha superato le aspettative sia per la qualità scientifica degli ospiti sia per la partecipazione del pubblico. La risposta ricevuta conferma quanto sia forte il bisogno di strumenti culturali capaci di aiutare a comprendere il presente attraverso la conoscenza del passato. Abbiamo ospitato studiosi di primo piano, affrontando temi complessi e spesso decisivi per la vita democratica del nostro Paese, e siamo particolarmente soddisfatti di aver contribuito a rafforzare il ruolo della Fondazione come luogo aperto alla riflessione, al dialogo e alla crescita culturale della comunità. La presenza di Miguel Gotor, tra i più autorevoli storici italiani contemporanei, rappresenta la conclusione ideale di questo percorso e al tempo stesso un punto di partenza per le future edizioni della rassegna».

L’autore
Miguel Gotor insegna all’Università di Roma “Tor Vergata”. È stato fellow presso “Villa I Tatti. The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies” e senatore della Repubblica dal 2013 al 2018. Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinque e Seicento e di storia italiana degli anni Settanta del Novecento.

Ha pubblicato, tra l’altro, “I beati del papa. Santità, Inquisizione e obbedienza in età moderna” (2002) e “Santi stravaganti. Agiografia, ordini religiosi e censura ecclesiastica nella prima età moderna” (2012). Per Einaudi ha curato le “Lettere dalla prigionia di Aldo Moro” (Premio Viareggio per la saggistica 2008), la raccolta di scritti di Enrico Berlinguer “La passione non è finita” (2013), ha pubblicato “Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano” (2011), “L’Italia nel Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon” (2019 e 2021) e “Generazione Settanta. Storia del decennio piú lungo del secolo breve 1966-1982” (2022 e 2024).

È considerato uno dei massimi esperti delle carte di Aldo Moro e ha firmato i lavori di riferimento assoluto sull’argomento. Il suo libro più celebre e fondamentale sul tema è “Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano”, considerato una pietra miliare per comprendere i 55 giorni del sequestro e i retroscena dell’affaire Moro. Dal 1 ottobre 2014 al 22 marzo 2018 è stato componente e poi relatore al Senato della II Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, presieduta da Giuseppe Fioroni.

Diretta streaming sulla pagina Facebook della Fondazione.

Post recenti

Leave a Comment